In breve: Nel 2026 l’IRPEF in Italia ha tre scaglioni: 23% sul reddito fino a 28.000 euro, 33% sulla parte tra 28.001 e 50.000 euro e 43% sulla parte oltre 50.000 euro (aggiornato al 2026; in caso di dubbio verifica le fonti ufficiali). A queste si aggiungono le addizionali regionale (orientativamente tra circa 0,9% e 3,33%) e comunale (fino a circa 0,8%). I redditi più bassi possono rientrare nella „no tax area“. Questo testo è a scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale.
Le basi dell’imposta sul reddito in Italia (IRPEF)
In Italia l’imposta principale sul reddito delle persone fisiche si chiama IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche). È un’imposta „progressiva“: più alto è il reddito, più alta è l’aliquota applicata alla parte di reddito che supera ciascuna soglia. Capire come si compone l’imposta — scaglioni nazionali, addizionali locali, detrazioni — ti aiuta a leggere la busta paga e a pianificare il budget familiare. Questo capitolo spiega le basi con i dati aggiornati al 2026.
Calcola il reddito imponibile: dal reddito lordo si sottraggono i contributi previdenziali (INPS) e gli oneri deducibili.
Applica gli scaglioni IRPEF nazionali: ogni fascia di reddito ha la sua aliquota, calcolata solo sulla parte che ricade in quello scaglione.
Aggiungi le addizionali regionale e comunale, che variano in base a dove risiedi.
Sottrai detrazioni e crediti d’imposta (per lavoro dipendente, familiari a carico, spese sanitarie ecc.) per arrivare all’imposta netta effettivamente dovuta.
Cosa conta
L’IRPEF è il cuore della tassazione sul reddito in Italia ed è gestita dall’Agenzia delle Entrate. Il principio è la progressività per scaglioni: il reddito imponibile viene suddiviso in fasce e a ciascuna si applica la propria aliquota. È importante capire che l’aliquota più alta non si applica a tutto il reddito, ma solo alla parte che supera la soglia dello scaglione. Per il 2026 gli scaglioni sono tre: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro e 43% oltre 50.000 euro. La novità principale introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 è la riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33%, con un risparmio massimo dell’ordine di alcune centinaia di euro l’anno per i redditi medi.
All’IRPEF nazionale si sommano le addizionali locali: l’addizionale regionale (indicativamente tra circa 0,9% e 3,33% secondo la regione) e l’addizionale comunale (fino a circa 0,8%). Sul lato consumi opera invece l’IVA, con aliquota ordinaria al 22% e aliquote ridotte al 10%, 5% e 4% per beni e servizi specifici come generi alimentari di base, libri o alcune utenze. Tutte le cifre indicate sono aggiornate al 2026 („aggiornato al 2026“): essendo soggette a modifiche annuali con la Legge di Bilancio, in caso di dubbio conviene sempre verificare sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Questo capitolo ha finalità puramente educative e non sostituisce la consulenza di un professionista.
EsempioEsempio semplificato (aggiornato al 2026) per un reddito imponibile di 35.000 €. Primo scaglione: 28.000 € × 23% = 6.440 €. Secondo scaglione: (35.000 − 28.000) = 7.000 € × 33% = 2.310 €. IRPEF lorda ≈ 8.750 €, prima delle detrazioni e delle addizionali regionale e comunale. Con le detrazioni per lavoro dipendente l’imposta netta sarà sensibilmente più bassa.
Le detrazioni riducono direttamente l’imposta dovuta. Per i redditi più bassi creano di fatto una „no tax area“ (indicativamente intorno a 8.500 € annui per dipendenti e pensionati, aggiornato al 2026). Esistono inoltre detrazioni per familiari a carico, spese sanitarie, ristrutturazioni e altro: rendono l’imposta netta spesso molto inferiore a quella lorda.
Addizionali locali e residenza
Regioni e Comuni applicano proprie addizionali all’IRPEF. La Legge di Bilancio 2026 ha prorogato un regime transitorio che consente agli enti locali di mantenere ancora una propria articolazione delle aliquote. Per questo il peso fiscale complessivo dipende anche da dove si risiede.
Nota importante
I valori riportati (aliquote, soglie, scadenze) sono aggiornati al 2026 e possono cambiare ogni anno con la Legge di Bilancio. Questo capitolo è a scopo informativo e non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria: per la tua situazione personale rivolgiti a un commercialista o all’Agenzia delle Entrate.
Lista di controllo
L’IRPEF è progressiva: l’aliquota maggiore colpisce solo la parte di reddito sopra ogni soglia, non tutto il reddito.
Nel 2026 gli scaglioni sono tre: 23%, 33% e 43%.
Oltre all’imposta nazionale si pagano le addizionali regionale e comunale, che variano per residenza.
L’IVA è distinta dall’IRPEF: tassa i consumi, con aliquota ordinaria al 22%.
Falsi miti diffusi
Mito: „Se entro nello scaglione del 43% pago il 43% su tutto il mio reddito.“
Realtà: Falso. Il sistema è a scaglioni: il 43% si applica solo alla parte di reddito oltre 50.000 €. Le fasce inferiori restano tassate alle aliquote più basse.
Mito: „Guadagnare un euro in più e passare di scaglione mi fa perdere soldi netti.“
Realtà: No. Poiché l’aliquota maggiore tocca solo l’eccedenza, un reddito lordo più alto comporta sempre un netto più alto; non si può „guadagnare meno guadagnando di più“ per il solo cambio di scaglione.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra IRPEF e IVA?
L’IRPEF è l’imposta sul tuo reddito personale (stipendio, pensione, redditi da lavoro autonomo ecc.). L’IVA è invece un’imposta sui consumi, inclusa nel prezzo di beni e servizi: l’aliquota ordinaria è il 22%, con aliquote ridotte del 10%, 5% e 4% per categorie specifiche.
Che cos’è la „no tax area“?
È la fascia di reddito più bassa su cui, grazie alle detrazioni, di fatto non si paga IRPEF. Per lavoratori dipendenti e pensionati è indicativamente intorno agli 8.500 euro annui (aggiornato al 2026). I contributi previdenziali restano comunque dovuti.
Perché due persone con lo stesso stipendio pagano importi diversi?
Perché le addizionali regionale e comunale dipendono da dove si risiede, e le detrazioni (familiari a carico, spese sanitarie, lavoro dipendente) variano da persona a persona. L’imposta netta finale può quindi differire anche a parità di reddito lordo.
Devo presentare sempre una dichiarazione?
Molti lavoratori dipendenti usano il modello 730, spesso in versione precompilata. Le trattenute IRPEF avvengono già ogni mese in busta paga sulla base di una stima annua, e con la dichiarazione si conguaglia (rimborso o saldo). Le scadenze cambiano ogni anno: controlla l’Agenzia delle Entrate.