Immobile & Abitare: comprare casa in Italia
Comprare casa in Italia non significa solo pagare il prezzo concordato. Tra imposte, onorario del notaio e spese del mutuo, i costi accessori incidono in modo significativo e vanno messi a budget fin dall’inizio. Questo capitolo spiega in modo chiaro le voci principali — l’imposta di registro o l’IVA, le agevolazioni «prima casa», il costo del notaio e l’IMU annuale — così puoi farti un’idea realistica della spesa prima di firmare. Tutti i dati sono aggiornati al 2026; trattandosi di importi e aliquote che cambiano, verifica sempre i numeri sulle fonti ufficiali.
- Definisci il budget reale: prezzo dell’immobile più circa il 9–15% di costi accessori (imposte, notaio, eventuale agenzia).
- Verifica se hai i requisiti per l’agevolazione «prima casa»: categoria catastale non di lusso (A/2–A/7, A/11) e residenza nel Comune o trasferimento entro 18 mesi.
- Confronta più offerte di mutuo guardando il TAEG, non solo il TAN: il TAEG include tutti i costi accessori.
- Fai un preventivo dal notaio e calcola l’IMU annuale se si tratta di una seconda casa (la prima casa non di lusso è esente).
Cosa conta
Il costo di acquisto di una casa in Italia si compone di più voci. La prima è la tassazione sul trasferimento. Se compri da un privato (o da un’impresa che vende in esenzione IVA), paghi l’imposta di registro: con l’agevolazione «prima casa» è il 2% del valore catastale, con un minimo di 1.000 €, mentre le imposte ipotecaria e catastale sono fisse a 50 € ciascuna. Senza agevolazione — tipicamente per una seconda casa — l’imposta di registro sale al 9%. Se invece compri da un’impresa costruttrice con vendita soggetta a IVA, l’aliquota è del 4% sul prezzo per la prima casa e del 10% per l’abitazione ordinaria, con imposta di registro, ipotecaria e catastale fisse a 200 € ciascuna. Le agevolazioni «prima casa» richiedono che l’immobile non sia di lusso (categorie catastali A/1, A/8, A/9 escluse; ammesse A/2–A/7 e A/11) e che si trovi nel Comune di residenza o di lavoro, oppure che tu vi trasferisca la residenza entro 18 mesi dall’acquisto. Una voce spesso sottovalutata è il notaio: l’onorario per l’atto di compravendita più il contratto di mutuo si colloca indicativamente tra 2.000 e 5.000 €, IVA al 22% inclusa, con forti differenze territoriali. A questo si aggiunge, per il mutuo, l’imposta sostitutiva dello 0,25% dell’importo finanziato per la prima casa (2% per la seconda casa). Infine c’è l’IMU annuale. L’abitazione principale non di lusso è esente; la seconda casa la paga, con aliquota base dello 0,86% modificabile dai Comuni fino all’1,06%. Trattandosi di numeri volatili, verifica sempre aliquote e importi sulle fonti ufficiali prima di decidere.