Imposta sulle plusvalenze in Europa – classifica
Dove le plusvalenze sono esenti e dove sono tassate di più? 19 Paesi, ordinati per l'aliquota tipica per gli investitori privati.
Le plusvalenze sono esenti (0 %) in Svizzera, Lussemburgo. L'aliquota più alta è in Danimarca con 42 %. Dati 2026.
| # | Paese | Capital gain |
|---|---|---|
| 1 | Svizzera | 0 % |
| 2 | Lussemburgo | 0 % |
| 3 | Belgio | 10 % |
| 4 | Cechia | 15 % |
| 5 | Grecia | 15 % |
| 6 | Spagna | 19 % |
| 7 | Polonia | 19 % |
| 8 | Regno Unito | 24 % |
| 9 | Italia | 26 % |
| 10 | Germania | 26,375 % |
| 11 | Austria | 27,5 % |
| 12 | Portogallo | 28 % |
| 13 | Svezia | 30 % |
| 14 | Francia | 31,4 % |
| 15 | Irlanda | 33 % |
| 16 | Finlandia | 34 % |
| 17 | Paesi Bassi | 36 % |
| 18 | Norvegia | 37,84 % |
| 19 | Danimarca | 42 % |
Plusvalenze = aliquota tipica per investitori privati; casi particolari: CH/LU plusvalenze a lungo termine esenti, NL tassa un rendimento fittizio, NO/DK a scaglioni.
Al 2026. Informazione generale, non consulenza fiscale. Aliquote e franchigie cambiano – chiedi un parere professionale prima di decidere.
Come leggere questa classifica
Perché le aliquote divergono così tanto
Le differenze tra i Paesi in classifica non nascono dal caso, ma da scelte fiscali profondamente diverse. Alcuni Stati trattano i guadagni da investimento come reddito ordinario, sommandoli agli altri redditi e assoggettandoli agli stessi scaglioni progressivi; altri applicano un'imposta separata ad aliquota fissa, pensata proprio per non penalizzare l'accumulo di capitale. A questo si aggiungono le finalità politiche: chi vuole attrarre capitali o incentivare il risparmio privato tende a tassare in modo più leggero, mentre chi punta sull'equità redistributiva sceglie il contrario. Anche la storia conta: molti regimi sono stratificazioni di riforme successive, non disegni lineari. Per questo la posizione di un Paese nella tabella racconta una filosofia, non solo un numero. Leggere la classifica significa quindi chiedersi non soltanto quanto si paga, ma su quale logica quel prelievo si fonda, perché è la logica a determinare come l'imposta si comporterà nei casi reali che il lettore incontrerà.
L'aliquota nominale non è ciò che paghi
Il numero in tabella è l'aliquota di riferimento, ma raramente coincide con il prelievo effettivo che un investitore sopporta. Molti ordinamenti prevedono franchigie annuali entro cui i guadagni restano esenti, così chi realizza plusvalenze contenute può pagare in proporzione molto meno del titolo nominale. Contano poi le regole sul periodo di detenzione: in certi sistemi mantenere un titolo oltre una certa soglia temporale riduce o azzera l'imposta, premiando l'orizzonte lungo. Il trattamento cambia inoltre a seconda dello strumento: azioni, fondi comuni ed ETF possono seguire regimi distinti, con meccanismi di tassazione dei proventi interni ai fondi che sfuggono a un confronto basato sulla sola aliquota. Infine esistono i conti a fiscalità agevolata, contenitori previdenziali o di risparmio dove i guadagni maturano con imposizione differita o ridotta. Per questo due investitori nello stesso Paese, con la stessa aliquota nominale, possono avere carichi effettivi lontanissimi. La classifica va letta come punto di partenza, non come sentenza.
Zero non significa gratis, e non si sceglie dove vivere per una riga
Un Paese in fondo alla tabella, con imposta sulle plusvalenze nulla o quasi, può sembrare un paradiso, ma quel vuoto raramente è davvero un vuoto. Spesso lo Stato recupera altrove: imposte patrimoniali ricorrenti sul valore degli asset, prelievi sulle successioni, tributi sui dividendi o sugli immobili, oppure regole che vincolano l'esenzione a requisiti di residenza o di durata. La riga della plusvalenza, insomma, è una tessera di un mosaico fiscale più ampio, e valutarla isolata è fuorviante. Per un investitore di lungo periodo il messaggio è duplice: primo, il vantaggio di un'imposta bassa va sempre pesato contro il quadro complessivo, inclusi costo della vita, stabilità delle regole e altri prelievi; secondo, la fiscalità sui capitali è solo uno dei tanti fattori che definiscono dove ha senso costruire la propria vita, accanto a lavoro, famiglia, sistema sanitario e certezza del diritto. Nessuno dovrebbe decidere una residenza guardando una singola voce di una tabella comparativa.
In quali Paesi europei le plusvalenze sono esenti?
Le plusvalenze a lungo termine sono esenti in Svizzera, Lussemburgo (dati 2026).
Quale Paese tassa di più le plusvalenze?
Danimarca con 42 % (dati 2026).
L'aliquota dice tutto sul carico fiscale?
No: franchigie, periodi di detenzione e regole speciali cambiano il carico effettivo. Educazione generale, non consulenza fiscale.
→ IVA in Europa – classifica
→ Contributi sociali in Europa – classifica
I tuoi dati restano con te. Punto.
Kontoo non raccoglie, non vede e non memorizza nessuno dei tuoi dati personali. Niente account, niente cloud, niente cookie, niente pubblicità.