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Pensione in Italia: quando puoi andarci e quanto prenderai (2026)

Se lavori e ti chiedi quando potrai smettere e con quanto, questa pagina ti dà i punti fermi per il 2026: l'età, le regole e il metodo con cui l'INPS calcola l'assegno. Il sistema italiano è "contributivo": più versi nel corso della vita lavorativa e più tardi esci, più alta sarà la pensione. I numeri qui sotto sono ufficiali e aggiornati, ma sono indicazioni generali e non costituiscono consulenza previdenziale: per la tua posizione personale fa fede l'estratto conto contributivo INPS.

In Italia nel 2026 la pensione di vecchiaia si raggiunge di norma a 67 anni con almeno 20 anni di contributi, e l'assegno lordo si aggira intorno al 70-77% dell'ultima retribuzione per chi ha una carriera piena e continuativa.

Età pensionabile67
SistemaConto contributivo (NDC)
Livello della pensione (carriera completa)77 %
Adeguamento per anno−4 % / +4,5 %

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Come funziona il sistema pensionistico italiano

L'Italia usa un sistema contributivo a ripartizione (modello NDC, contributivo nozionale): i contributi che versi non vengono investiti in un conto personale, ma finanziano le pensioni di oggi e ti danno in cambio un 'montante' figurativo a tuo nome. Ogni anno viene accreditato il 33% della retribuzione lorda (la quota di contribuzione previdenziale) e l'intero montante viene rivalutato in base alla media quinquennale del PIL nominale. Al momento del pensionamento il montante accumulato viene trasformato in rendita mensile tramite un coefficiente che dipende dall'età d'uscita. Fonte: INPS.

L'età della pensione e come cambia con l'anno di nascita

Nel 2026 la pensione di vecchiaia ordinaria richiede 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi, per dipendenti e autonomi. Dal 1° gennaio 2027 riprende l'adeguamento automatico alla speranza di vita, sospeso negli ultimi anni: il requisito sale gradualmente a 67 anni e 1 mese nel 2027 e a 67 anni e 3 mesi nel 2028, e proseguirà ad aumentare negli anni successivi. In pratica chi è nato più tardi tenderà ad andare in pensione qualche mese più avanti rispetto a chi lo precede. Esiste anche la pensione anticipata 'ordinaria' con un'anzianità contributiva molto lunga (oltre 42 anni), a prescindere dall'età.

Come si calcola l'importo

L'assegno nasce da due elementi: il montante contributivo accumulato e il coefficiente di trasformazione legato all'età. A 67 anni il coefficiente è di circa il 5,6%: significa che ogni 100.000 € di montante danno circa 5.600 € l'anno di pensione lorda (poco meno di 430 € lordi al mese su 13 mensilità). Più tardi esci, più alto è il coefficiente e quindi l'assegno. Per una carriera piena e continuativa il tasso di sostituzione lordo stimato si colloca indicativamente intorno al 70-77% dell'ultima retribuzione; carriere brevi, discontinue o con redditi bassi producono percentuali sensibilmente inferiori. Per il 2026 il trattamento minimo è di circa 611-620 € lordi al mese a seconda della maggiorazione applicata.

Anticipo e posticipo: cosa cambia l'uscita

Chi rientra interamente nel sistema contributivo può accedere alla pensione anticipata contributiva intorno ai 64 anni, ma con requisiti stringenti: almeno 20 anni di contributi effettivi e un assegno maturato che superi soglie minime legate all'assegno sociale (più alte per chi non ha figli). Uscire prima riduce la pensione, perché il coefficiente di trasformazione a 64 anni è più basso che a 67: ogni anno di anticipo pesa per circa il 4% in meno. Al contrario, posticipare l'uscita aumenta l'assegno di circa il 4,5% per ogni anno in più, perché versi più contributi, il montante si rivaluta ancora e il coefficiente migliora.

Esempio di calcolo

Esempio orientativo (stima approssimativa, non un calcolo ufficiale): immagina una retribuzione lorda media di 30.000 € l'anno. La quota contributiva accreditata è circa il 33%, cioè ~9.900 € all'anno. Su 35 anni di carriera, e ipotizzando una rivalutazione che compensi grosso modo la crescita degli stipendi, il montante può attestarsi nell'ordine di 350.000-400.000 €. Trasformandolo a 67 anni con un coefficiente di circa il 5,6%, si ottiene una pensione lorda indicativa di circa 19.600-22.400 € l'anno, cioè all'incirca 1.500-1.700 € lordi al mese su 13 mensilità. È solo un ordine di grandezza: l'importo reale dipende dall'andamento dei tuoi redditi, dalle interruzioni di carriera e dai coefficienti in vigore all'uscita. Per il dato esatto consulta l'estratto conto e il simulatore 'La mia pensione futura' sul sito INPS."

A che età si va in pensione in Italia nel 2026?

La pensione di vecchiaia ordinaria richiede 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Dal 2027 l'età sale gradualmente per l'adeguamento alla speranza di vita: 67 anni e 1 mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi nel 2028.

Quanto prenderò di pensione rispetto allo stipendio?

Per una carriera piena e continuativa il tasso di sostituzione lordo stimato è indicativamente intorno al 70-77% dell'ultima retribuzione. Con carriere brevi, redditi bassi o periodi senza contributi la percentuale scende, anche di molto. Il calcolo personale si fa sull'estratto conto INPS.

Posso andare in pensione prima dei 67 anni?

Sì, ma con condizioni precise. Chi è nel sistema contributivo può accedere alla pensione anticipata contributiva intorno ai 64 anni con almeno 20 anni di contributi e un assegno sopra soglie minime. Uscire prima riduce l'importo di circa il 4% per ogni anno di anticipo, perché il coefficiente di trasformazione è più basso.

Dati aggiornati a 2026. Informazione di carattere generale, non consulenza previdenziale o finanziaria. Le regole e le aliquote cambiano – rivolgiti a un professionista prima di decidere.

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